I segni lasciati dai padri

 

Voce del Pellegrino:

Raccontaci, Pastore di Mellitto. Cosa incontreremo lungo la strada che conduce al santuario?

Pastore-guida:

Molti segni lasciati dalla fede dei nostri Padri. Già la cappella di San Michele e la chiesa della Trinità indicano che il cammino degli antichi pellegrini, dei contadini, di ogni passante, era immerso nel senso arcano della vita. Abbandonate le case protettive del paese, e avviandosi verso Mellitto, per essi la natura diventava sconfinata, inondata di luce, arricchita dai colori della vegetazione e delle coltivazioni, segnata dalle pietre sparse nei campi e dai muretti costruiti con estrema fatica, ma si presentava nello stesso tempo come immensa silenziosa solitudine. Il senso di un indefinito pericolo incombente assale sempre il viaggiatore solitario, anche oggi, ma per loro l´incubo svaniva davanti a un segno di croce, a una preghiera, davanti a una sacra immagine.

Voce del Pellegrino:

Si tratta di una religiosità primitiva, di una situazione di insicurezza, superata dalla velocità dei trasporti, dalla conoscenza del territorio, dai telefonini cellulari.

Pastore-guida

Poco più avanti alla strada che stiamo percorrendo, a una curva affrontata male, un amico ebbe un incidente d´auto, subendo la frattura di una gamba. Era già notte e la batteria del suo cellulare scarica. Riconobbe poco più in la quercia maestosa chiamata in dialetto, "u uarv lungh", che segnava esattamente metà strada tra Grumo e Mellito, per arrivare al santuario. Un pensiero a Lei, alla Madonna delle Grazie. Apparvero due luci nella notte e arrivò un´auto di passaggio che gli prestò soccorso. Tu parlavi di religiosità primitiva, di conoscenza del territorio, di trasporti veloci, di telefonini cellulari: in una circostanza come quella cos´era cambiato rispetto al passato?

Voce del Pellegrino:

Molti miracoli attribuiti alla Madonna sono probabilmente casualità, altri sono legati a leggende. La quercia, un pò più grande delle altre, forse è diventato un feticcio, non credi?

Pastore-guida:

Io sarei più cauto, anche perchè le pie leggende non fanno male a nessuno. Una ventina di giorni fa una tromba d´aria ha divelto la "quercia-feticcio", come la chiami tu, ed ora non c"è più. Sarebbe bello che fosse sostituita. E sai perché? Non per ricordare quella parabola dell´automobilista che ti ho raccontata, ma perché in quel punto venivano sparati dei razzi, quando la Madonna di Mellito ritornava da Grumo al suo santuario. Gli spari indicavano che l´immagine della Vergine era a metà strada, e stava per rientrare a casa sua, la venerata chiesa, che da secoli è segno di protezione sul territorio. È fede non è folclore.

Voce del Pellegrino:

Mi dispiace per la quercia, anch´io ne metterei subito un´altra allo stesso posto, per rispetto alla natura, al paesaggio.

Pastore-guida:

Va bene, è già un passo avanti. E così possiamo proseguire, incontrando altri segnali di fede, come sono le edicole devozionali, tutte dedicate alla Madonna di Mellito, a destra e a sinistra. Oggi se ne contano dieci, alcune antiche, altre più recenti, datate 1938, 1990. Molte sono spoglie e abbandonate, peccato. Si può dire un´Ave Maria fermandosi davanti ad ognuna di esse, una posta di Rosario. Giovanni Paolo II dice, con una felice espressione, che "il Rosario è la via che conduce a Maria, e che la via per arrivare a Cristo coincide esattamente". L´icona di Melitto infatti rappresenta la Madre di Dio che mostra ai fedeli il Bambino, il Cristo nostro Salvatore. Quando andiamo a Mellito andiamo da Lei, e quindi andiamo ad incontrare Suo Figlio.

Voce del Pellegrino:

Ora è più chiaro. Questa Madonna ti conduce per mano, ti fa toccare la terra mentre alzi gli occhi al cielo, fa palpitare prima il cuore e poi illumina la mente.

Pastore-guida:

Hai detto bene. Ora ti parlo dell´ultimo segno che incontra a circa in km, prima di arrivare al santuario: sulla destra, per chi va, si trova una croce di ferro. Nessuna dicitura, solo dei fiori. Qui i pellegrini si fermavano per pregare e benedire le panelle della Madonna. Lo fanno ancora i devoti che praticano "i sabati alla Madonna di Mellito" nel periodo di aprile-maggio. Anticamente la festa di Mellito infatti era una celebrazione agreste-religiosa, di sapore biblico, che si celebrava a primavera. Te ne parlerò diffusamente domani, quando scopriremo il significato del pane, dei carri infiorati, del legame alla Madonna di Mellito dei Grumesi emigrati a in America. Ora possiamo fare sosta e dire una preghiera.

 

La preghiera dei segni

Vergine Madre, Madonna di Mellito, che hai generato, per volontà del Padre e per opera dello Spirito Santo, il segno di salvezza per l´umanità Gesù Cristo Nostro Signore, fà che sappia anch´io riconoscere i segni di fede che mi hanno lasciato i miei padri. Spesso i miei occhi vedono bellezze che svaniscono il giorno dopo e si chiudono davanti ai bisogni di chi cammina accanto a me. Prestami i Tuoi occhi che scrutavano ogni giorno il volto di Gesù e vedevi la via del Calvario, la tomba vuota del Risorto. Dammi luce per scrutare nei segni dei tempi gli avvenimenti di salvezza. Aiutami a scorgere i segnali di pericolo che nascono dal mio egoismo, dalla mia indifferenza, dal mio disimpegno di fede e di carità. Dammi coraggio per amare chi non Ti conosce o non Ti prega. Aiutami a scorgere il Tuo viso nei volti segnati dalle rughe del tempo e dalla fatica, a sentire il Tuo respiro nel respiro affannoso dei malati; nei loro lamenti la Tua voce; nei miei passi quotidiani le Tue orme materne accanto a me.

Amen.

(Per gentile concessione di Don Tommaso Mastrandrea)