Il pane e i carri votivi infiorati

 

Voce del pellegrino:

Tra i segni più caratteristici della festa di Mellitto ci sono le panelle e i carri infiorati. Quando hanno avuto origine queste tradizioni? Cosa puoi raccontarci, Pastore guida?

Pastore-guida:

Andiamo con ordine. I due elementi, il pane e i carri, anticamente erano collegati al ritorno della Madonna a Mellitto. Il ricordo delle origini si perde nel tempo, forse all´inizio della stessa devozione sviluppatasi in ambiente agricolo, nel 17° secolo. Infatti i carri seguivano in processione il ritorno del simulacro nel santuario trasportando i sacchi di pane offerti alla Vergine. Le decorazioni floreali e festose erano collegati ai sacchi più che ai carri. “Venti e più carri adorni di bandiere e di nastri, e tirati da bovi e da muli dalle bardature lucenti", trasportavano "in sacchi adorni di fiori le panelle” (Terra natia, Grumo Appula, "A Mellito", fascicolo 1, Casa Editrice Romano, Bari, 1931).
I carri riproducevano raffigurazione religiose o erano pure decorazioni di abbellimento (il santuario, la Vergine, archi e giochi floreali).

Voce del pellegrino:

Quale importanza e significato ha il pane?

Pastore-guida:

Le tradizioni sul pane, in tutto il bacino mediterraneo, non si contano perché riguardano un cibo prezioso che accompagnava ogni pietanza povera, verdure, legumi, formaggi. Le feste col pane avvenivano, quasi sempre, prima dell´estate e dopo la mietitura del frumento. Abbiamo già ricordato la festa degli azzimi (pane senza lievito) presso il popolo di Israele, un pane secco che si conservava facilmente. Possiamo averne un esempio nella cosiddetta "carta da musica", il pane dei pastori in Sardegna. Generalmente le pagnotte dei poveri erano di orzo, mentre dei nobili erano di grano. Presso alcune popolazioni arabe il pane, ancora oggi, non si taglia mai con il coltello, perché si "ucciderebbe" un elemento importante della vita.
Si spezza soltanto.
E questo ci porta a un segno cristiano, che in latino si chiama fractio panis, dal gesto che compì Gesù nell´Ultima Cena quando istituì l´Eucarestia. I discepoli di Emmaus riconobbero Gesù risorto dallo "spezzare del pane".

Voce del pellegrino:

Forse i nostri antenati non pensavano a tutto ciò, non percepivano tutti questi significati, e ci allontaniamo dal significato delle panelle di Mellito.

Pastore – guida:

Solo apparentemente. All´inizio di questa novena ho benedetto un quintale di panelle, che sono state distribuite per due giorni davanti al sagrato di Monteverde. Mi chiedevo chi fosse l´offerente. Una devota si è presentata e mi ha raccontato il perché di questo suo impegno ininterrotto da 22 anni.
Il 2 di agosto 1980, nella stazione di Bologna accadeva uno dei fatti terroristici più tragici che attentavano alla democrazia del nostro Paese. Una bomba dilaniò più di 60 persone innocenti.
Un giovane di leva, partito da Grumo diretto a Torino, si trovava su quel treno in sosta. Nella tremenda e improvvisa deflagrazione vide dilaniare accanto a sé un commilitone, mentre una Signora lo proteggeva con un ampio mantello dirigendolo verso il rifugio di un binario lontano. Il giovane, scioccato, ricorda alcune parole: "Sono venuta per te da Mellitto". Quel militare, un uomo ormai, vive a Parma, dove svolge vigilanza nelle carceri e sua madre – la devota che dall´anno successivo all´evento offre un quintale di panelle alla Madonna.

Voce del pellegrino:

Si tratta forse di uno dei tanti miracoli attribuiti alla Madonna di Mellito?

Pastore – guida:

Io ti ho solo raccontato un episodio che puoi verificare di persona. Con la testimonianza che ho raccontato, volevo soprattutto sottolineare il significato che il pane ha assunto nel tempo, come simbolo di fede e amorevole devozione. Oltre che dai privati, il pane viene principalmente preparato dagli organizzatori della festa. Da un documento, di cui dirò dopo, risulta che nel 1924 per il giorno di Mellito furono preparati 20 quintali di pane.

Voce del pellegrino:

E che mi dici dei carri infiorati che vengono benedetti e premiati?

Pastore – guida:

Oggi non sono numerosi come una volta. Richiedono molto impegno, e non solo economico, per il tempo che occorre
a confezionare migliaia di fiori cartacei, in vari colori, necessari per adornare tutta la struttura creativa del carro. È una tradizione che si tramanda di famiglia in famiglia, in vari quartieri di Grumo, ed è coperta da segretezza e vera competizione di abilità. Che l´addobbo dei carri sia tuttavia un atto di devozione alla Madonna, l´ho ricavato da un documento cui accennavo, che risale alla festa del 1924 (il documento è conservato da Vito Michele Burdi). Si tratta di minuziosa e dettagliata "Relazione e resoconto della delegazione municipale per i festeggiamenti e mantenimento del Santuario di Maria SS. di Mellito in Grumo Appula, gestione 1224-1925".
La relazione è di Francesco Vitolla Peragina, Delegato del Comune. Tra le tante cose interessanti si dice: "Leonardo Campanelli (Santeramo) del premio attribuitogli di L. 25, perché il suo carro meglio degli altri addobbato, ne ritiene lire cinque restituendone venti a beneficio della Madonna".

Voce del pellegrino:

Davvero interessante e che altro hai scoperto in quel documento?

Pastore – guida:

Sappiamo la data e gli investimenti di alcuni interventi sulla Chiesa di Mellito: “Ricevuto da Giovanni Bizzoco di Domenico, residente a New York, oblazioni raccolte dai nostri concittadini colà residenti, coll´obbligo della costruzione di una località per la sacrestia più ampia e adatta all´uso, ed un´altra località per la custodia del Santuario. Lire 15.000”.

Si deduce dalla notizia precedente che i Grumesi residenti in America conservavano una forte devozione per la Madonna di Mellito, contribuendo concretamente con denaro alla riuscita della festa. Erano partiti, come molti altri Italiani, in cerca di fortuna e l´avevano trovata con tanti sacrifici. E di questo erano grati alla Madonna. Possiamo dire che erano gli extracomunitari di allora.

 

Preghiera per dire grazie ai nostri padri

Vergine di Mellitto, che hai dato la vita a Colui che l´ha creata, vogliamo pregare per i nostri Padri e dire loro grazie per tutto ciò che ci hanno tramandato. Grazie per la festa che hanno mantenuto ricca di fede e umanità. Grazie ai fornai, ai facchini, ai tipografi, agli imbianchini, ai pirotecnici, agli stagnini, ai fabbri ferrai, ai giardinieri, ai vetturini, ai muratori, agli infioratori dei carri. Grazie al piffero Stangarone Sebastiano, ai suoi tre tamburi, grancassa e piatti per aver prestato servizio alla festa. A tutti i Grumesi che ci mettevano anima e corpo per onorarTi. Madonna delle Grazie, benedici le famiglie che da loro discendono. Grazie ai sacerdoti che hanno tenuto viva la fede in te. Quelli di ieri mettili vicino a Te in Paradiso. Quelli di oggi rendili buoni e santi per il tuo servizio.

Amen.

(Per gentile concessione di Don Tommaso Mastrandrea)